I SEGNALI CALMANTI


I SEGNALI CALMANTI


A cura di: Ivan Tresoldi
Introduzione
I lupi sono animali sociali, vivono in branco ma sono al tempo stesso predatori carnivori,
caratterizzati da alta aggressività e bassissima soglia di reazione agli stimoli. Con queste
caratteristiche, che sembrerebbero incompatibili con un tipo di vita sociale, la convivenza in un
branco potrebbe risultare molto difficile. Per mantenere l’equilibrio sociale i lupi hanno sviluppato
un sistema comunicativo molto complesso, basato soprattutto su stimoli visivi ed olfattivi.
All’interno del branco l’aggressività è considerata l’ultima risorsa, tanto che non è la principale
caratteristica premiata dalla selezione naturale.
I lupi hanno sviluppato una forma comunicativa fatta di posture e segnali corporei atti ad evitare
inutili scontri e lotte all’interno del branco. Essendo un animale selvatico, i segnali
inviati dal lupo
sono molto intensi ed evidenti.
I cani hanno ereditato il loro patrimonio comunicativo dai lupi, anch’essi sono animali sociali e
tendono ad utilizzare l’aggressività come ultima risorsa, preferendo l’utilizzo di segnali e posture
atti a prevenire i conflitti. Essendo stato addomesticato, i segnali inviati da un cane risulteranno
meno evidenti ed intensi di quanto accade in ambiente selvatico.
L’etologo americano Michael Fox ha condotto numerosi studi sui lupi, a partire dal 1965, e ha
individuato alcuni segnali che ha definito “segnali di cut-off”, cioè di interruzione. Sono segnali
utilizzati dal lupo per interrompere aggressioni e situazioni di scontro tra individui del branco.
Lo stesso Fox, nel suo libro Behaviour of Wolves, Dogs, and Related Canids, espresse l’opinione
che i cani non abbiano la stessa capacità dei lupi nell’utilizzo di questi segnali.
Circa 25 anni dopo, Turid Rugaas, etologa norvegese, condusse degli studi sui segnali utilizzati dai
cani insieme al collega Stale Odegaard e catalogò una serie di segnali che definì Calming Signals,
ovvero Segnali Calmanti.
In contrasto con quanto affermato da Fox, Turid Rugaas dimostrò che i cani hanno le stesse capacità
sociali dei lupi, semplicemente i segnali inviati sono più difficili da leggere in quanto meno evidenti
a causa dell’addomesticamento.
Rispetto ai segnali di cut-off, utilizzati dal lupo per interrompere un’aggressione, i segnali catalogati
da Turid Rugaas hanno uno scopo preventivo, hanno lo scopo di segnalare disagio o buone
intenzioni, permettendo all’altro di fare altrettanto. Proprio per questo motivo sono stati battezzati
“Segnali Calmanti”, in inglese “Calming Signals”.
Cosa sono i segnali calmanti?
I segnali calmanti sono probabilmente i più importanti tra i segnali usati dai cani e vengono
utilizzati sia per mantenere l’equilibrio sociale all’interno del branco, mantenendo la gerarchia e
risolvendo i conflitti, sia nel relazionarsi con individui sconosciuti.
L’abilità del cane di utilizzare questi segnali è innata, può essere rafforzata da un corretto sviluppo
ontogenetico dell’individuo, ma può essere persa se il cane cresce in ambienti privi di stimoli e
interazione sociale, in situazioni nelle quali l’utilizzo dei segnali calmanti non porta risultati.
I calming signals vengono utilizzati per prevenire determinati eventi, per segnalare intenzioni
pacifiche ed evitare minacce da cani o persone, calmare paura o nervosismo, oppure per calmare sé
stessi in situazioni di disagio o stress.
Turid Rugaas, nel suo libro L’intesa con il cane, i segnali calmanti, sintetizza in questo modo la sua
teoria sui segnali calmanti:
“I cani, essendo animali di branco, hanno un linguaggio per comunicare fra loro.
Il linguaggio canino consiste in una grande varietà di segnali che utilizzano corpo, faccia, orecchie,
coda, suoni, movimenti ed espressioni.
L’abilità innata del cane di comunicare, viene facilmente persa oppure rafforzata dalle esperienze di
vita. Se studiamo i segnali che i cani usano tra loro e li usiamo noi stessi, miglioriamo la nostra
capacità di comunicare con loro. I più importanti tra i segnali canini sono i segnali calmanti che
sono usati per mantenere una sana gerarchia sociale e per risolvere conflitti all’interno del branco.
Si tratta di tecniche che, quando riportate alla nostra interazione con i cani, possono essere di grande
aiuto nel rapporto. I cani sono capaci sia di calmare se stessi di fronte ad uno shock – situazioni di
paura o stress – sia di calmarsi a vicenda. Ad esempio, consideriamo il modo in cui i cani si
incontrano. I cani che sono “preoccupati” nella specifica situazione sociale, possono comunicare
idee del tipo: “So che tu sei il capo qui e non voglio creare problemi”. Dall’altra parte, è molto
probabile che il boss di turno voglia far capire al cane “preoccupato” che a sua volta non ha
intenzione di creare problemi: “Non ti preoccupare, qui comando io e non ti darò fastidio”.
I cani che non danno segnali appropriati possono essere causa di problemi.”
Quando i canidi, ad un certo punto della loro storia evolutiva, hanno scelto di unire i vantaggi della
vita solitaria del predatore con quelli della vita gregaria, hanno dovuto sviluppare una forma
comunicativa complessa atta alla preservazione dei singoli individui componenti il branco,
limitando al massimo gli episodi di aggressività all'interno di quest'ultimo.
A questo scopo il branco rispetta una rigida gerarchia (più evidente in cattività in quanto convivono
nel branco individui non legati da vincoli di parentela, meno evidente allo stato selvatico in quanto
il branco è di fatto una famiglia), ogni individuo occupa un ruolo ben preciso che lo gratifica e gli
consente di sviluppare autoconsapevolezza sociale e attaccamento (anche affettivo) al resto dei
componenti del branco. La selezione naturale ha premiato gli individui con maggiore capacità
comunicativa, non limitata alle sole espressioni di aggressività e paura.
I segnali calmanti dimostrano proprio quest’ultimo concetto, hanno valenze sociali molto importanti
e rendono il vocabolario canino molto più ampio e complesso di quanto potrebbero dare le semplici
posture di dominanza e sottomissione.
La postura del cane è l'insieme di mimica facciale, posizione del corpo, della coda, delle orecchie. I
cani sono in grado di percepire il più piccolo segnale corporeo, inviato sia da un loro simile sia da
individui appartenente ad altre specie. Proprio per questo motivo risulta a volte difficile "leggere" la
comunicazione tra due cani, mentre potrebbe risultare più facile individuare i segnali inviati
all'uomo in quanto il cane ha imparato ad esibire con esso comportamenti più accentuati.
Risulta difficile scindere completamente i segnali calmanti dal resto della comunicazione sociale, in
quanto il cane equilibrato, non problematico, fa tutto quello che è possibile per evitare uno scontro.
Proprio per questo motivo, sarà probabile vedere cani molto sicuri di sé mandare segnali di calma
per rassicurare cani più insicuri, mentre questi ultimi faranno altrettanto per manifestare le proprie
intenzioni pacifiche. Per fare un esempio, la postura di sottomissione attiva prevede il cane che
abbassa il posteriore, tiene la coda tra le gambe, le orecchie rivolte all'indietro, ma si accompagna
spesso all'uso di segnali calmanti (camminare lentamente, distogliere lo sguardo, immobilizzarsi,
leccare le labbra dell'altro individuo). Da quest’ ultimo esempio si evince inoltre che in moltissime
occasioni si verifica l'utilizzo di più segnali di calma contemporaneamente.
Nello sviluppo comportamentale, i cuccioli hanno una licenza speciale, detta puppy license, che
consente loro di fare ciò che vogliono fino all'età di circa 4 mesi, quando i soggetti a metà della
gerarchia iniziano a non tollerare più determinati comportamenti e li vittimizzano psicologicamente.
A questo punto i giovani cani imparano a mostrare i dovuti segnali di calma e accettano la loro
posizione sociale che li relega alle ultime posizioni del branco. Tutto il processo avviene in maniera
rituale.
La sottomissione passiva, appresa dal cucciolo nel periodo neonatale quando la madre lo mette a
pancia in su per stimolarlo all'eliminazione, viene poi riproposta già a partire dalle prime settimane
di vita come segnale di calma per dissipare l'attacco dell'avversario, nelle vesti di fratello o sorella
di cucciolata. La posizione supina viene usata come atto volontario per calmare l'avversario se
imposta da un cane più forte, ma può essere usata anche come segnale di confidenza e amicizia se
presentata spontaneamente, senza imposizione da parte di altri.
Il primo segnale di contatto sociale è lo sguardo. Un cane che non osa guardare è diffidente e ha
difficoltà nei rapporti sociali. Un cane amichevole, dopo il contatto visivo iniziale, può mostrare
amicizia abbassando leggermente il cranio, piegando indietro le orecchie, socchiudendo gli occhi e
stirando gli angoli della bocca. Quando si avvicina, il cane amichevole è frontale, ha il cranio
abbassato e allunga il muso, un gesto di sottomissione. La coda è bassa e scodinzola, le linee del
corpo sono morbide. Successivamente si girerà e mostrerà il fianco.
Un cane con le corrette competenze sociali nei confronti dei propri simili riesce ad evitare i conflitti
con qualsiasi individuo incontri, ha un comportamento adeguato alla situazione senza reazioni
eccessive, sa fermarsi e rimanere fermo, sa leggere i segnali sociali di qualunque tipo di cane.
Per quanto riguarda la comunicazione nei confronti dell’uomo, i cani tendono ad usare un numero
maggiore di suoni e rumori rispetto a quanto avviene con i propri simili, a causa della nostra scarsa
ricettività verso segnali meno evidenti come interrompere il contatto visivo oppure irrigidirsi.
I cani che per personalità ed esperienze vissute avranno acquisito le migliori competenze sociali,
saranno quelli in grado di comunicare al meglio, conseguentemente sapranno esibire un maggior
numero di segnali calmanti.
Quali sono i “Segnali calmanti”
I segnali calmanti descritti sono circa trenta, alcuni molto evidenti, altri più difficili da individuare.
L’elenco dei principali segnali calmanti catalogati da Turid Rugaas è il seguente.
Girare la testa
Questo segnale può essere un movimento veloce (girare la testa di lato e subito tornare nella
posizione precedente) oppure la testa può essere voltata di lato e tenuta in questa posizione
per un po’ di tempo. Lo spostamento della testa in senso laterale interrompe il contatto
visivo ed è una forma di evitamento di un potenziale conflitto. Il cane può usare questo
gesto quando un altro cane si sta avvicinando, magari troppo in fretta. Spesso il girare la
testa di lato fa parte proprio del cerimoniale di saluto tra cani: due cani si incontrano, girano
entrambi la testa per un attimo e poi si annusano felicemente. Altre volte il cane usa questo
gesto per comunicare il proprio disagio trovandosi in una certa situazione, ad esempio se
qualcuno gli posa la mano sulla testa.


Figura 1 – Girare la testa
Guardare altrove, distogliere lo sguardo
Il cane tende ad evitare lo sguardo diretto. In situazioni di eccessiva vicinanza con altri cani
o persone, oppure se viene fissato, il cane distogliere lo sguardo o addirittura guarda altrove.



Figura 2 – Guardare altrove
Socchiudere gli occhi
Socchiudere gli occhi facendo diventare lo sguardo più dolce, abbassare le palpebre, non
guardare in maniera minacciosa, sono segnali calmanti.



Figura 3 – Socchiudere gli occhi
Voltarsi di lato e di spalle
I cani trovano molto rilassante girarsi di lato o dare le spalle. Quando un cane ringhia ad un
altro è facile vedere questo ultimo girasi di schiena; spesso i cani lo fanno anche quando
vogliono essere coccolati dal padrone: si appoggiano alle gambe del proprietario con il
fianco.


Figura 4 - Voltarsi di lato e di spalle
Leccarsi il naso
Questo movimento veloce è molto rilassante per il cane. Lo mette in pratica sia quando è
intimorito da qualcosa (es. quando un altro cane sta arrivando verso di lui), sia quando è
piacevolmente rilassato (es. quando è coccolato).


Figura 5 – Leccarsi il naso
Immobilizzarsi
Stare immobile è una tipica tattica per sfuggire ad una aggressione, è innata in tutti gli
animali e può essere notata anche nell’uomo ( tant’è che si usa l’espressione “paralizzarsi
dalla paura”). Stando fermo davanti ad un altro cane, magari più grande per mole o età,
l’animale cerca di dimostrarsi passivo, inoffensivo.


Figura 6 - Immobilizzarsi
Camminare lentamente, usare movimenti lenti
Il movimento lento ha per il cane un forte senso calmante. Spesso il cane lo mette in atto
quando vede un altro cane sconosciuto o quando stanno succedendo troppe cose intorno a
lui.


Figura 7 – Camminare lentamente, usare movimenti lenti
Posizione di gioco
La classica posizione dell’inchino con le zampe anteriori distese e il posteriore sollevato,
viene utilizzata sia per invitare al gioco sia per calmare l’altro. La posizione viene ripetuta
più volte durante il gioco, per assicurarsi che tutto quello che avviene sia considerato ancora
gioco da tutti.


Figura 8 – Posizione di gioco
Sedersi
Il cane può sedersi se si trova a disagio con un altro animale o persona, oppure per calmare
una situazione di gioco che rischia di degenerare. Spesso è la prima posizione che il cane
assume in una situazione che non sa come gestire, fin da cucciolo, e viene associata ad altri
segnali come sbadigliare, alzare la zampa o leccarsi il naso.


Figura 9 - Sedersi
Mettersi a terra
Sdraiarsi a pancia in giù ha un forte potere calmante, usato soprattutto da cani di alto rango
sociale. Spesso tendono a mettere il muso tra le zampe anteriori oppure a rimanere eretti
come sfingi, in ogni caso stanno dicendo che hanno bisogno di un po’ più di calma. Questo
gesto è spesso usato dai cani adulti assillati dai giochi dei cuccioli.


Figura 10 – Mettersi a terra
Sbadigliare
Il cane può usare lo sbadiglio quando è ansioso, spaventato, stressato, agitato. In ogni caso
sta comunicando un disagio abbastanza forte.


Figura 11 - Sbadigliare
Annusare per terra, fingere di fare altro
Uno dei metodi utilizzati dai cani per dimostrare intenzioni pacifiche è fingere di essere
impegnati a fare altro, piuttosto che guardare l’altro individuo. Spesso il comportamento
esibito è annusare per terra, atteggiamento con forte potere calmante.


Figura 12 - Annusare
Avanzare curvando
Due cani che si incontrano normalmente non si avvicinano in modo diretto tra loro, ma
avanzeranno facendo un semicerchio. Tale gesto ha un forte potere calmante per il cane.


Figura 13 – Avanzare curvando
Mettersi in mezzo
Mettersi in mezzo, separare, è un comportamento con il quale il cane si mette fisicamente tra
due individui per calmare gli animi e riportare la situazione a livelli normali, evitando
scontri o aggressioni. Spesso i cani esibiscono questo comportamento anche nei confronti di
due esseri umani che discutono, o anche semplicemente in caso di un abbraccio. Ci si può
riferire a questo comportamento con il termine inglese “Splitting”, dal verbo “To Split”
(Separare).


Figura 14 – Mettersi in mezzo
Agitare la coda
E’ uno scodinzolio ampio ma non tale da arrivare a toccare le anche, con postura non bassa.
Si vede spesso durante il gioco. Può essere utilizzato anche nei confronti dell’uomo, si
evidenzia ad esempio quando il cane si avvicina scodinzolando dopo una sgridata, tenendo
la testa bassa.


Figura 15 – Agitare la coda
Alzare una zampa anteriore
Atteggiamento esibito in momenti di estrema indecisione, quando il cane non è sicuro sul
comportamento da assumere. Lo si può vedere utilizzato ad esempio da un cane adulto per
calmare un giovane esuberante, da una femmina per calmare i propri cuccioli oppure da un
cucciolo in una situazione stressante, spesso accompagnato da altri segnali.


Figura 16 – Alzare una zampa anteriore
Sbattere le palpebre
Sbattere le palpebre o socchiudere gli occhi permette al cane di osservare un altro individuo
senza che le sue intenzioni vengano fraintese, in quando lo sguardo risulta meno diretto e
minaccioso.


Figura 17 – Sbattere le palpebre
Schioccare le labbra
Il cane fortemente indeciso sul da farsi in una certa situazione, agitato e a disagio può
schioccare le labbra come segnale calmante.


Figura 18 – Schioccare le labbra
Fare pipì
Fare pipì è un modo per scaricare la tensione e dare modo agli altri di ricevere maggiori
informazioni. Viene frequentemente confuso con un cerimoniale o con la marcatura
odorosa, ma è invece spesso associato a una situazione di disagio.


Figura 19 – Fare pipì
Grattarsi
Il cane può grattarsi in situazioni in cui si trova a disagio, ad esempio quando si sta
avvicinando un altro cane, oppure come modo per scaricare lo stress accumulato.


Figura 20 - Grattarsi
Scrollarsi
In situazioni di disagio o stress, il cane può scrollarsi come per eliminare la tensione
accumulata e tranquillizzarsi. E’ comunque un segnale calmante.


Figura 21 - Scrollarsi
Il “sorriso”
E’ il gesto che più si avvicina al sorriso umano. La bocca è rilassata, leggermente aperta,
con la lingua visibile oppure appena appoggiata ai denti inferiori.


Figura 22 – Il “sorriso”
Atteggiarsi da cucciolo
Il cane può atteggiarsi come un cucciolo, invitando al gioco e facendo balzelli davanti
all’altro individuo. Come ogni comportamento assimilabile a quelli esibiti dai cuccioli,
mostra assoluta intenzione pacifica.


Figura 23 – Atteggiarsi da cucciolo
Sottomissione passiva
L’equivalente canino della prostrazione, di fronte ad un cane riconosciuto più forte il cane
rotola sul fianco ed espone la pancia, interrompendo il contatto visivo.
Può anche essere un’azione volontaria non indotta da un altro individuo, un rituale che di
solito si verifica dopo qualcosa di piacevole, in questo caso il cane rotola e si strofina sul
terreno.


Figura 24 – Sottomissione passiva
Leccare le labbra dell’altro
Atteggiamento che rimanda alla richiesta di cibo che i cuccioli fanno alla madre all’inizio
dello svezzamento, quando leccano le sue labbra per indurla a rigurgitare il cibo. Essendo
esibito per questo scopo dai cuccioli, in età adulta questo comportamento permane come
segnale ritualizzato che indica volontà di mostrarsi deferenti e inermi, proprio come un
cucciolo.


Figura 25 – Leccare le labbra dell’altro
Assumere un’espressione da cucciolo
Il cane può assumere un’espressione il più simile possibile a quella di un cucciolo,
mostrandosi quindi inerme e inoffensivo. Questo atteggiamento è più evidente nelle razze ai
livelli più bassi della scala neotenica, come i molossoidi, favoriti dalla loro conformazione.


Figura 26 – Assumere un’espressione da cucciolo
Orecchie tirate indietro
Un segnale evidente di pacificazione e sottomissione. Le orecchie sono tirate indietro contro
la testa, con i denti non visibili, il corpo abbassato e la fronte liscia.


Figura 27 - Orecchie tirate indietro
Leccare l’aria
Il cane assume una posizione dimessa, con il posteriore abbassato, e lecca l’aria.
Atteggiamento spesso mostrato dai cuccioli quando si avvicinano con deferenza ad un
adulto, permane in età adulta ad indicare estrema sottomissione e intenzione pacifica.


Figura 28 – Leccare l’aria
Annusare l’aria
Il cane può annusare ripetutamente l’aria alzando e abbassando la testa quando si trova a
disagio e vuole comunicare calma, ad esempio se ci si avvicina troppo velocemente e in
maniera diretta.


Figura 29 – Annusare l’aria
L’uomo può usare i segnali calmanti?
La risposta è sì. Nonostante la forma comunicativa più utilizzata dall’uomo sia la parola, ci sono
posture del corpo e atteggiamenti che possono segnalare le nostre buone intenzioni e sono
comparabili alle posture corporee utilizzate dai cani come segnale calmante.
I segnali calmanti utilizzabili dall’uomo nei confronti del cane sono:
Ruotare la testa
Le persone potrebbero usare questo segnale mentre si avvicinano ad un cane proprio per
chiarire all’animale le loro intenzioni pacifiche.
Distogliere lo sguardo
Alternando sguardi diretti a sguardi in altre direzioni interrompiamo il contatto visivo con il
cane inviandogli quindi un segnale calmante.
Camminare seguendo una curva
Avvicinandoci ad un cane sconosciuto o vistosamente preoccupato, potremmo fare un
semicerchio per raggiungerlo, magari ruotando la testa di lato senza guardarlo negli occhi.
Voltare le spalle
Le persone potrebbero usare questo gesto per calmare una situazione, ad esempio quando un
cane sta giocando un po’ troppo irruentemente, oppure quando il cane salta addosso
ripetutamente anche solo per fare le feste ma l’atteggiamento non è gradito.
Immobilizzarsi
Una persona che non conosce il cane che gli sta venendo incontro, stando ferma e facendosi
annusare darà un segno calmante all’animale.
Muoversi lentamente
Fare gesti lenti nei confronti di un cane, specialmente se vogliamo fargli fare qualcosa che
non ama particolarmente (es. mettergli la pettorina) può aiutarlo a calmarsi.
Sbadigliare
Essendo questo un segnale calmante di forte intensità può essere usato anche dagli umani
per far quietare e rilassare i cani: un proprietario può cominciare a sbadigliare se il cane
gioca troppo irruentemente oppure se vede il cane impaurito da qualcosa o qualcuno.
Invito al gioco
Assumendo una posizione accucciata, con le braccia distese in avanti lungo le nostre gambe,
inviamo al cane un segnale che può essere interpretato come un inchino, l’invito al gioco.
Simulare di annusare per terra
L’uomo può accovacciarsi e sfregare il terreno con le mani, simulando quanto il cane fa con
il naso quando annusa per terra.
Sedersi
Sedendoci riduciamo le nostre dimensioni e inviamo un segnale calmante al cane, apparendo
meno minacciosi.
Il cane utilizza i segnali calmanti con l’uomo così come normalmente fa con i suoi simili, sarebbe
corretto ed educato se l’uomo rispondesse esibendo a sua volta un segnale calmante quando il cane
ne presenta uno.
Accade molto spesso però che i segnali inviati dal cane non vengano compresi, bensì vengano
fraintesi e antropomorfizzati. Queste incomprensioni vengono vissute dal cane in maniera
conflittuale, lo confondono e creano di conseguenza problemi nel rapporto con il proprietario.
Tra gli esempi tipici di situazioni in cui i segnali calmanti inviati dal cane non vengono compresi
dall'uomo è possibile individuare i seguenti:
Un cane torna lentamente quando il proprietario, con tono arrabbiato, lo richiama. Il
proprietario pensa che il cane rallenti apposta, urla di più e il cane rallenta ulteriormente fino
quasi a fermarsi, magari annusando per terra.
Un cane sbadiglia a seguito di una sgridata. Il proprietario pensa che il cane mostri
disinteresse e stia in qualche modo prendendosi gioco di lui.
Un proprietario pensa che il cane assuma “un’aria colpevole” quando sgridato, distogliendo
lo sguardo, socchiudendo gli occhi, magari leccandosi le labbra.
Due proprietari pensano che il cane sia geloso perché quando discutono si frappone tra loro,
dividendoli.
Un proprietario pensa che il proprio cane sia maleducato perché quando rientra a casa questi
fa pipì andandogli incontro. Il cane viene sgridato ogni volta.
E’ evidente come il cane, in questi esempi, stia inviando dei segnali calmanti molto palesi, che
purtroppo non ottengono l’effetto desiderato, anzi sono interpretati con tutt’altro significato. Casi
come questi possono portare il cane a situazioni di tensione e stress anche molto accentuate.
Stress e segnali calmanti
Lo stress può essere definito come uno stato con cui l’organismo reagisce ad una minaccia interna o
esterna e concentra le sue forze per superare la situazione di pericolo.
Lo stress è sempre esistito ed è da considerarsi dal punto di vista evolutivo come una reazione
importantissima per la sopravvivenza, perché permette di ottenere l’adattamento più idoneo ai
mutamenti dell’ambiente.
Lo stress è un fenomeno ambivalente, nel 1936 il ricercatore H. Selye ha introdotto la distinzione
tra stress positivo (eustress) e stress negativo (distress).
Lo stress positivo è un’attivazione necessaria dell’organismo che conduce l’animale (o l’uomo) a
mettere in campo le migliori energie rendendo possibile un ulteriore miglioramento delle proprie
capacità. Per stress negativo si intende al contrario un sovraccarico di richieste dannoso per
l’organismo.
I fattori stressanti (stressors) possono essere: fattori esterni (es. deprivazione sensoriale, dolore),
impossibilità di soddisfare le esigenze primarie (es. fame, sete, sonno), pretese eccessive o inattività
forzata (ad es. rimproveri, punizioni), fattori sociali (es. l’isolamento), fattori psichici (es. conflitti,
paura).
Nell’organismo, lo stress può manifestarsi a qualsiasi livello: fisiologico-funzionale (es.
sudorazione, palpitazioni), comportamentale (es. ansia, aggressività) ed esistenziale (es. valutazione
della propria condizione).
Sempre Selye ha introdotto il concetto di “Sindrome generale di adattamento”. Quando l’azione
degli Stressors si prolunga nel tempo, la reazione dell’organismo può essere divisa in tre fasi:
Fase di allarme
L’impulso nervoso e la produzione ormonale concorrono a creare la preparazione ottimale
alla reazione.
Fase di resistenza
L’opposizione all’evento stressante principale si intensifica, mentre si riduce quella ad altri
stimoli secondari. Questo significa che il tentativo di superamento del fattore primario
compromette la capacità di resistenza verso fattori stressanti concomitanti.
Fase di esaurimento
Se lo stress dura troppo a lungo, l’organismo può non reggere nonostante l’adattamento
raggiunto in precedenza. I sintomi di allarme della prima fase si riattivano, però a questo
punto diventano permanenti. La tensione elevata e incessante, in concorso con altri fattori di
rischio, può portare allo sviluppo di malattie ed in casi estremi perfino alla morte.
I sintomi che permettono di concludere che un cane è stressato sono molteplici, molti dei
comportamenti mostrati in situazione di stress non sono specifici, bensì si presentano anche in altre
situazioni. E’ fondamentale quindi tenere in considerazione in quale situazione il comportamento
viene mostrato e quanto spesso si presenta.
Tra i comportamenti utilizzati in situazione di stress, i segnali calmanti rivestono un ruolo
importante. Il cane insicuro, stressato, sopraffatto da eccessive richieste mostra questi segnali con
maggiore frequenza. Quando anche un occhio esperto non riesce più a individuare questi segnali,
vuol dire che il cane ha raggiunto un tale livello di stress da non riuscire più a comunicare. Lo
stadio successivo può essere uno stato di congelamento (freezing), una completa rinuncia ad agire.
I segnali calmanti hanno sempre un nesso con la situazione in cui si trova il cane, questo vuol dire
che se esso mostra comportamenti o invia segnali non adeguati alla situazione, potrebbe essere
stressato. Un’attività sostitutiva, intesa come fingere di fare altro se usata come segnale calmante,
potrebbe quindi in realtà essere sinonimo di stress. Un esempio di quanto appena esposto potrebbe
essere il grattarsi.
Altri segnali calmanti che a seconda della situazione potrebbero indicare stress sono, ad esempio,
scrollarsi e sbadigliare. E' dimostrato come già cuccioli di pochi giorni, se sollevati da terra,
sbadigliano.
Conclusione
Il patrimonio comunicativo dei cani è davvero una risorsa importante, una maggiore cultura cinofila
porterebbe l’uomo a comprendere più facilmente le situazioni conflittuali che si creano nelle
relazioni cane-uomo e cane-cane, riuscendo magari a prevenire incidenti e aggressioni di cui tanto
si parla. Sarebbe bello se, in una società come la nostra dove mediamente ogni famiglia possiede
uno o più cani, si diffondesse questa cultura, questa voglia di comprendere i nostri compagni a
quattro zampe. Si potrebbe partire già dalla scuola materna, con il gioco e servendosi di cani adatti,
ad insegnare la corretta relazione e a comprendere il linguaggio di queste creature meravigliose che
ci accompagnano da millenni in ogni aspetto della nostra vita.
Un sogno forse, ma nessuno può impedirci di crederci e sperare che un giorno si avveri.
Bibliografia


Libri:
L’intesa con il cane: I Segnali Calmanti – Turid Rugaas – Haqihana Editore, 2005
Capire il linguaggio dei cani – Stanley Coren – Franco Muzzio Editore, 2003
Perché il mio cane fa così? – John Fisher – Albeto Perdisa Editore, 2004
Lo Stress nel cane – Martina Nagel, Clarissa v. Reinhardt, Haqihana Editore, 2003
All’altro capo del guinzaglio – Patricia B. McConnell – Ed. TEA, 2003
La comunicazione del cane – Alexa Capra, Daniele Robotti – Calderini, 2007