LO SMOG NEGLI ANIMALI




I danni dello smog sugli animali



Una delle maggiori patologie di cui soffrono oggi i bambini e le persone anziane è quella respiratoria, dovuta allo smog. Ebbene anche i nostri amici animali non ne sono esenti. Una ricerca della facoltà di medicina veterinaria di Bologna ha confermato i  danni dello smog sugli animali, attestando il legame fra inquinamento atmosferico e l’insorgenza di tumori polmonari nel cane.

Inalazione prolungata di aria inquinata
Gli animali che vivono nelle città e sono più esposti al traffico corrono un rischio maggiore di intossicazioni da metalli pesanti rispetto a quelli che abitano in campagna. Lo studio ha evidenziato
che i cani cittadini hanno una maggiore quantità di antracosi polmonare. Si tratta di una malattia cronica causata dall’inalazione prolungata di aria inquinata, e precisamente di particelle di polvere di carbone che si accumulano e depositano nelle pareti degli alveoli polmonari: clinicamente si presenta come una bronchite cronica, con insufficienza respiratoria ostruttiva. Nei cani affetti da questa patologia si riscontra un rischio aumentato, più del doppio, di sviluppare un tumore polmonare. Una delle cause maggiori è dovuta al piombo che è uno dei più pericolosi inquinanti ambientali dell’aria. Molto particolare è una recente scoperta, provata dai ricercatori, che ci accomuna ai cani: le intossicazioni da piombo si verificano più frequentemente nei bimbi rispetto agli adulti, e anche nei cani i più colpiti sono i cuccioli, sotto l’anno di età.

Lo smog aumenta il rischio di Alzheimer in uomini e animali
Ma c’è un’altra analogia che ci lega a i cani. Un nuovo studio ha confermato che nel cervello dei cani vissuti in città molto inquinate sono stati rilevati danni nettamente maggiori di quelli trovati nei cani di campagna, danni che sono molto simili a quelli che si trovano nei cervelli delle persone colpite dal morbo di Alzheimer. Nelle aree cerebrali danneggiate del cane sono state rilevate delle nano-particelle di metalli quali nichel, vanadio e alcuni metalli pesanti presenti nei combustibili fossili, la loro presenza significa che le particelle presenti nell’aria e respirate passano direttamente nel cervello attraverso i canali olfattivi. Questi metalli sono anche stati ritrovati nei capillari di cervelli umani. Il risultato è che l’effetto infiammatorio prodotto scatena reazioni che possono portare a gravi malattie come l’Alzheimer e il morbo di Parkinson

Solfuro di piombo nelle gengive
Altra patologia dovuta allo smog è l’Orletto saturnino di Burton che si manifesta con una striscia bluastra all’attaccatura dei denti, data da un’intossicazione cronica con deposito di solfuro di piombo nelle gengive. Non è il caso di allarmarsi, a volte bastano piccoli gesti per fare la differenza.

Meglio spazzolarli ogni giorno
Lo smog e le polveri sottili si depositano sul pelo e vengono ingerite ogni volta che il cane o il gatto si leccano, quindi è utile e sano spazzolarlo ogni giorno. Per eliminare tutte le sostanze nocive basta passare sopra il pelo una spugna inumidita con acqua tiepida, soprattutto sulle zampe e pancia, questo vale anche per il gatto. Cani e gatti non hanno bisogno di fare spesso il bagno, lavaggi frequenti potrebbero irritare la pelle fino a causare dermatiti, due o tre volte l’anno sono sufficienti, l’importante è adoperare prodotti specifici ad uso veterinario, facilmente reperibili in tutti i negozi che vendono prodotti per animali.

Attenzione agli occhi del cane, lo smog li può irritare, se sono molto arrossati, si possono usare le lacrime artificiali (uso umano) o un collirio omeopatico all’hamamelis. La salute dei nostri animali è nelle nostre mani, abbiatene cura.

Effetti indesiderati nei maschi
L’organizzazione britannica Chemtrust ha dimostrato che l’inquinamento ambientale e l’uso di pesticidi in agricoltura provoca gravi danni negli animali di sesso maschile: il rimpicciolimento degli organi sessuali, la riduzione della fertilità e un aumento dei casi di ermafroditismo.

Attenzione agli insetticidi domestici
Glickman negli anni Ottanta fu uno dei primi scienziati a scoprire come l’esposizione a certi insetticidi usati in ambiente domestico fosse la diretta responsabile di un’aumentata insorgenza di cancro alla vescica per i cani che vivevano nelle case prese in considerazione dallo studio. Secondo un rapporto della Endocrine Society, un’organizzazione di scienziati americani, queste deformazioni stanno iniziando a colpire anche gli umani. La causa principale sarebbero gli “endocrine disruptors”, sostanze presenti in pesticidi, composti industriali e prodotti per consumatori quali spray per i capelli, interferiscono col sistema endocrino umano.