LA RIABILITAZIONE COMPORTAMENTALE DEL CANE


CINOFILIA DI IERI E OGGI

Se valutassimo la cinofilia di un tempo con quella del giorno d'oggi e facessimo una
statistica, potremmo notare con gli anni, l'aumento vertiginoso di addestramento verso cani problematici anzichè all'obbedienza o discipline sportive che erano la base dopo l'acquisto di un cane.
L'arrivo di tantissimi cani problematici al centro cinofilo è vera realtà e le cause sono l'aumento di addestratori/educatori incompetenti, con assenza di formazione ed esperienza, con scuole di pensiero gentiliste (oggi chiamati ormai cinofilosofi), a causa di mal informazione proveniente dalla tv con tutti questi programmi ideati solo per il business e per la mancanza di informazione da parte dei proprietari di cosa è veramente il nostro cane.
Ora approfondiamo cosa è un cane problematico, molti di voi associano i problemi
comportamentali a malattie, ma in realtà non sono altro che stati d'animo amplificati e comportamenti anomali indotti dall'uomo o da esperienze in passato. 
I casi in cui non si può intervenire in un cane problematico è solo se il disturbo è neurologico, risultato positivo con determinati accertamenti da parte del medico veterinario e dovute lastre che lo provano! La percentuale al mondo che il cane ha problemi neurologici è al 5-7% al mondo. 

L'IMPORTANZA DELLA RIABILITAZIONE COMPORTAMENTALE

I problemi di un comportamento anomalo solitamente sono: aggressività elevata inter o intra specifica ( possessiva, protettiva, territoriale, da dominanza, materna, competitiva, ecc.), fobie, ansia da separazione.

  • Perchè ho scritto aggressività aggiungendo elevata? Perchè l'aggressività è una delle doti caratteriali e per natura è dentro di noi, la definizione di aggressività è "interessato al mondo" in caso contrario un soggetto risulterebbe apatico.

Queste tre problematiche sopra citate sono sono malattie, di conseguenza non servono psicofarmaci, integratori alimentari, ansiolitici o feromoni, cosa che abitualmente i veterinari
comportamentalisti e non, prescrivono ai proprietari.
Il risultato dell'uso di queste sostanze che dovrebbero portare il cane di nuovo alla "norma" in realtà hanno solo un eccessivo dispendio economico senza risultati, senza parlare del male che le sostanze stesse comportano all'organismo del soggetto protagonista.
Ci teniamo a ricordare che siccome NON sono malattie, NON vanno trattate con farmaci ma bensì con l'aiuto di un percorso addestrativo/riabilitativo che normalizzi attraverso protocolli ben definiti e studiati per ogni singolo soggetto il cane.
La mancanza di provvedimenti da parte del padrone per quanto riguarda un cane problematico, porterà nei mesi/anni successivi all'amplificazione del problema con cause devastanti che molte volte finiscono in cronaca nera, ultimo esempio "Il piccolo Giorgio con i due Dogo argentini.






METODI DI ADDESTRAMENTO NELLE RIABILITAZIONI

Ci sono vari metodi di addestramento per quanto riguarda la riabilitazione di un cane problematico e tra poco li elenco, prima ci tengo a precisare una cosa importante che molti a prescindere dimenticano o non sono a conoscenza e parlano subito di riabilitazione!
Un cane prima di essere un PET è:


MAMMIFERO - ANIMALE SOCIALE - PREDATORE PER NATURA - CANE

capite bene che al di là del Pet dobbiamo capire chi abbiamo davanti, sia dalla razza che dal singolo soggetto, valutarne la dote caratteriale e tutto il resto. Questo avviene da parte di personale qualificato che effettua nel primo appuntamento un test caratteriale mettendolo sotto stimolo appositamente leggendo il cane e acquisendo più informazioni possibili dal proprietario.
Un addestratore con la "A" maiuscola sa quello che fa e di conseguenza capisce se quel soggetto ha realmente un problema comportamentale o meno e che percorso intraprendere, avendo un elevata esperienza e un adeguata formazione!
Ritornando ai metodi addestrativi utilizzati esiste  per:

Desensibilizzazione sistematica
E’ una tecnica che consiste nel costruire una gerarchia di situazioni ansiogene.
La desensibilizzazione sistematica, adoperata dal professionista in un processo di
recupero comportamentale, consiste nell’esporre il cane allo stimolo sensibilizzante, ma
ad un’intensità ridotta. Le situazioni-stimolo sono scelte con criteri soggettivi e con
intensità che aumenta gradualmente.

Controcondizionamento
Lo scopo di questa terapia è quello di far associare all’animale lo stimolo che causa la
risposta problematica con un’emozione positiva; si tratta di impegnare il cane in un’attività
ludica e coinvolgente mentre si inserisce lo stimolo sensibilizzante.
Tuttavia, il controcondizionamento su un cane con problemi comportamentali, non sempre
si può utilizzare come prima terapia, in certi casi inizialmente è meglio rafforzare lo status
gerarchico del proprietario facendo in modo che la maggior parte delle iniziative vengano
prese dall' essere umano. Inibire un comportamento indesiderato, di qualsiasi natura sia, è
molto importante ai fini della stabilità emotiva del cane....come? Trovando uno stimolo
avversativo, fisico o psichico, che abbia un' energia paritetica al tipo di trasgressione che il
soggetto operante sta manifestando, in modo che la "traumaticità dell' intervento", faccia
interrompere immediatamente l'azione indesiderata. Chiaramente il risultato di questa
azione dipende dal profilo caratteriale del cane, dalla docilità, dalla sua capacità di
apprendimento, dalla continuità e tempestività con cui lo stimolo avversativo viene messo
in atto.

Regressione Sociale Guidata
Obiettivo del processo terapeutico è quello di ristabilire la corretta relazione gerarchica
all’interno del branco famiglia.
I concetti base di questa terapia si fondano nel stabilire delle regole base quali: il leader si
nutre per primo, prende iniziative, controlla gli stati emotivi, occupa luoghi strategici ed è
colui che struttura la relazione.

I metodi qui sopra elencati si possono ritenere "i principali" ma ne esistono altri e molte volte si inventa e ci si adegua nel momento dato che per ogni singolo cane che si ha davanti non si può adottare la stessa strategia, dato che ogni essere vivente al mondo è unico e con un proprio cervello.  

Testo scritto da Davide Varrucciu (Dog trainer)